Il progetto

Barocco, slow living, cioccolato.


Ormai da qualche anno, a definire il binomio identitario di Modica città sono queste tre parole: Modica città del barocco, Modica città dello slow living, Modica città del cioccolato.

Ma è soprattutto grazie a quest’ultimo prodotto – tipico, unico, secolare – che l’ex Contea è riuscita ad attirare visitatori, a costruire per i turisti una nuova e affascinante storia, a regalare ai nuovi residenti la dolcezza di una vita di qualità e la bellezza emozionante delle sue forme architettoniche, piene di luce e di contrasti.

Il cioccolato come attrazione, insomma. Come punto di partenza di un percorso culturale e sensoriale di alto livello. Come significativo, e dolce, motivo di assaggio nei confronti del territorio e delle sue storiche peculiarità. Una riprova? Ce ne sono diverse: l’alto numero di produttori che si sono formati nel tempo, tanto che oggi Modica sta nella filiera italiana del cioccolato, a fianco di Perugia e Torino; la platea folta degli iscritti al Consorzio di Tutela del Cioccolato di Modica; i consensi, numerosi e autorevoli, ricevuti all’Expo di Milano nel 2015 e durante i summit tra i leader internazionali, come in occasione del G7 di Taormina; l’attenzione dei media nazionali e mondiali; l’ottenimento, dopo un lungo e faticoso cammino, del prestigioso marchio IGP ed è la prima volta nel mondo per un cioccolato.

Il cioccolato, quindi, come valore aggiunto e identificativo di una città, di una comunità, di un territorio. Ecco perché l’immagine principale che l’edizione 2017 di Chocomodica vuole richiamare, metaforicamente e visivamente, mette in relazione i valori (e le forme) della barretta classica del cioccolato modicano con il calibro assoluto di un lingotto d’oro. Il concept, ideato dall’agenzia Zero e corredato da un claim esplicativo (“L’oro vero di Modica”), vuole invitare a una riflessione pubblica sul “tesoro” (culturale, progettuale ed economico) che il cioccolato rappresenta per le comunità modicana e iblea. Un patrimonio su cui investire, per incrementare una crescita imprenditoriale e un virtuoso progetto di sviluppo turistico.

Così, per celebrare e raccontare la storia, la bontà, l’autenticità di questo tesoro, antico e sempre nuovo, Modica si ferma, nel week end dell’Immacolata, e fa festa. Trasformando i propri spazi e facendoli ancora più dolci, aggregando persone, dialogando con storici ed esperti, divertendosi a mettere le mani in pasta (di cacao), insieme a tutti i golosi e i curiosi di cose buone di secolare tradizione. E a rendere questa festa – ricca di convegni, workshop, presentazioni, giochi, laboratori, eventi, show, dimostrazioni, intrattenimento – sempre più bella e coinvolgente c’è il fatto che per tre giorni, turisti e residenti, assaggiatori e produttori, scendono in piazza per prendere parte allo stesso gioco: una sorta di caccia al tesoro dove a vincere è la storia.