La storia

Il Cioccolato di Modica



testo: Grazia Dormiente | foto: Giovanni Antoci

Il Cioccolato di Modica di inarrivabile sapore, per dirla con Leonardo Sciascia, avvolge, seduce e, rievocando  storie di indimenticati lasciti, rivela un patrimonio di gesti e di saperi che si è sedimentato grazie alla genialità di maestri cioccolatieri che già nel Settecento a Modica, capitale dell’omonima e potente Contea, manipolavano il mitico “cibo degli dei”.

A fecondo indicatore temporale e di costume assurge, perciò, l’esito della ricerca archivistica, promossa e sostenuta dal CTCM, che ha concorso a liberare dal polveroso oblio, non solo i nomi di cioccolatieri attivi a Modica a partire  dal 1746, ma anche ingredienti, computi di peso e misura, unitamente al lessico inerente oggetti, attrezzi ed utensili, con cui il cioccolatiere, appunto, amalgamava cacao amaro, zucchero e spezie: inginocchiato ed impugnando il litico pestello, ripeteva sulla valata ra ciucculatti (pietroso spianatoio in figura di mezzaluna) la gestualità di ispanica filiazione, interiorizzata da generazioni, che al fattore tempo hanno consegnato i segreti della loro artigianalità. Si è diffuso così l’inedito capitolo sull’intrigante cioccolato modicano che prima inebriò elites locali e gerarchie ecclesiastiche e che successivamente conquistò la convivialità delle borghesie cittadine fino a campeggiare nella familiarità di consumo dell’attuale società e nell’immaginario collettivo, come mirabile ispiratore di arti, letteratura, teatro, cinema ed anche degli allettanti connubi tra cibo e cultura territoriale.

I maestri cioccolatieri e i pasticceri di Modica, depositari di una lunga e certificata tradizione, continuano ancora oggi, a lavorare il cacao “a basse temperature”, evitando il processo di concaggio al fine di conservare l’integrità dei suoi ingredienti e le qualità salutistiche in sintonia con la più aggiornata ricerca medico-scientifica che segnala il leggendario cioccolato modicano tra le eccellenze dolciarie. A poter raccontare la goduria che il granuloso cioccolato di Modica, alla vigilia del meritato riconoscimento IGP, riversa e suscita non servono tanto le parole quanto il gioco festoso dei sensi e del gusto che la terra del cioccolato artigianale, riesce dolcemente ad orchestrare. Nella città di pietre barocche e di luminosi percorsi storici ed enogastronomici il cioccolato è scoperta, festa, sorpresa e naturalmente piacere e tanta golosità.



Il Museo del cioccolato di Modica



testo: Grazia Dormiente | foto: Giovanni Antoci

Allettante ed evocativo permane l’itinerario dolce, offerto dal Museo del Cioccolato, inaugurato 16 aprile 2014 e allocato nella prestigiosa sede del Palazzo della Cultura. Numerosissime le visite di turisti, viaggiatori e studenti, lusinghieri gli esiti di operatori culturali e turistici. Soddisfatti i cioccolatieri del Consorzio di Tutela Cioccolato di Modica, pronti a provvedere, a turno, alle degustazioni d’inebriante cioccolato, come dolce benvenuto ai visitatori. Appassionate le guide che accompagnano, illustrano ed animano le sezioni museali.

All’ingresso colorati pannelli, sistemati in un illuminato corridoio, raccontano gli aspetti botanici della pianta del Cacao e i riti della cioccolata amara e speziata delle civiltà precolombiane.

Singolare è l’esposizione dedicata agli Incarti Speciali, ideati dal dinamico Direttore del Consorzio,Nino Scivoletto, per celebrare eventi, ricorrenze, anniversari di carattere sociale, culturale, scientifico, sportivo. Una narrazione figurata di personaggi, di copertine librarie , di luoghi della memoria, di traguardi letterari e artistici, le cui date ripercorrono la partecipazione del CTCM a eventi anche di respiro internazionale.

In una spaziosa sala i pannelli documentari-bibliografichi narranti “Il cioccolato di Modica nelle carte dei Grimaldi – 1746/1915”, diventano soglia essenziale per documentare l’origine settecentesca del Cioccolato di Modica all’insegna delle fantastiche immersioni nella storia del bruno nettare degli dei,veicolata anche da selezionati manifesti . Dalle fonti archivistiche promana, in effetti, la settecentesca consuetudine elitaria del consumo di cioccolato, ma si manifesta soprattutto la generazionale maestria di artigiani che fino ad oggi hanno saputo mantenere i segreti dell’inimitabile cioccolato di Modica, indiscusso protagonista dell’inedito memoriale che attesta la presenza di cioccolatieri a Modica sin dal 1746.

Nella stessa sala in un’elegante vetrina sono esposte le medaglie d’oro e le onorificenze attribuite nelle Esposizioni Internazionali alle fabbriche di cioccolato di Modica dal 1907.  A impreziosire lo spazio ostensivo concorre un grande bassorilievo (circa nove metri) raffigurante l’Italia, interamente realizzato in cioccolato di Modica e corredato da sculture rappresentative dei capoluoghi di regione opera dello scultore Fratantonio. Anche all’isola di Malta è stato dedicato un bassorilievo di cioccolato di Modica realizzato da Piero Puglisi, al fine di raffigurare plasticamente la via dolce che ha associato e potrà continuare ad associare l’isola dei Cavalieri con la Sicilia e in particolare con Modica. L’allestimento delle due Gallerie delle sculture di cioccolato magicamente richiama con scultorei cioccolati l’ideale collegamento tra la pietra ricamata della città e la sua versione cioccolatiera, illustrata da scalpellini, scultori e da giovani studenti del Liceo Artistico “T.Campailla”.

Straordinario si presenta “u dammusu ro ciucculattaru” che si affaccia sull’acciottolata Via Grimaldi. E’ la ricostruzione di un laboratorio settecentesco, animato da maestri cioccolatieri di provata creatività, che ripetono il tradizionale processo di amalgama del cacao, zucchero e spezie per ricavarne barrette dal sapore inatteso. I visitatori sostano affascinati dalla gestualità e sorpresi dai suoni della manipolazione del cioccolato, una musica il cui spartito è  orchestrato da mani oscillanti nell’abbraccio della  pietra e da battiture incalzanti la delizia di barrette, fragranti e lucenti.

Varcare la soglia del dammusu che profuma di spezie  e di storia è come vivere un’ avventura nei luoghi dell’immaginario. Si materializzano magicamente vie carovaniere e rotte marittime dell’antica ricerca di fragranze e sapori esotici, che Modica ha accolto e custodito, favorendo la creatività dei maestri cioccolatieri. Essi sono tuttora autori dell’originale melodia incorporata nel cioccolato.